I cinquantottini

Alla fine è stato un bene che tu lunedì sera non sia andata allo stadio…

Beh mamma, i biglietti se li sono mangiati in pochi giorni. Poi sì: col famoso senno del poi, è andata meglio così. È una disfatta però. Una disfatta.

Ah ma, fammi capire: quindi per te, è la prima volta nella vita che vedrai un Mondiale senza Italia.

Guarda mamma che è la prima volta anche per te! Sei nata nel ’57, non credo tu abbia grandi ricordi

Oh Madonnina, allora sì è un dramma.

—-

Non supereremo mai questa fase: la prima generazione “iper mass mediatizzata” che vive il fallimento di una mancata partecipazione ad un Mondiale. Non esiste nessuno che può raccontare, meglio di noi, cosa stava facendo il 13 novembre quando scegliemmo di buttarla sui cross tesi in area, davanti ad una Svezia che andava in crisi le rare volte che azzeccavamo tre passaggi di fila a terra, nel momento in cui il lancio lungo della difesa in area, non lo facevamo diventare un laccio al collo, che poi ci sarebbe tornato utile per un suicidio lungo tutti i 45 minuti del secondo tempo.

Abbiamo a disposizione tutte le immagini che volete per raccontare quell’agonia di assedio in area.

Le lacrime. Voi non potete capire quanto il tasso di umidità verso le 23 si sia alzato qua a Milano. Ora che abito vicino al “Meazza”, lunedì sera non mi sono affacciata sul balcone, ho avuto paura che il cielo fosse più pesante del mattone dentro lo stomaco, del cappio – ormai presenza amica e compagna – alla gola. Hanno pianto tutti, di frustrazione, di occasione della vita persa, di certezza mancata. Il Mondiale è rimasto l’unico punto fermo delle nostre esistenze d’estate, la stagione per eccellenza dove non torni mai te stesso quando a settembre ricomincia tutto e non importa quale età tu abbia. Ci siamo fatti andare bene la precarietà del lavoro, delle relazioni interpersonali, del Governo, ma quella della Nazionale, mancata ballerina equilibrista per partecipare alla competizione sportiva più importante che ci sia, no. Non viviamo in una società liquida ma in liquidazione, siamo in una fase chimica successiva, lo stadio gassoso. Un liquido lo possiamo raccogliere in un bicchiere, meglio se alcolico, ma una sostanza aerea no. Ci sono un’infinità di cose importanti diventate particelle di niente, per questo abbiamo l’olfatto sensibile, per questo sentiamo prima di chiunque altro il marcio. Eppure abbiamo bisogno di illuderci con la speranza puttana, quella sì, liquida, spogliarla per sentirci meno nudi quando l’ennesimo credo crolla. Serve fede, ma chi ce l’ha mai avuta fiducia in noi? Noi “studiati”, a sputare dignità per 500 euro al mese, con le generazioni precedenti che ci vogliono tutti in fila per raggiungere il contratto a tempo indeterminato e il posto fisso. Ma quando mai? Saremo degli illusi ma non dei fessi, anche se a volte dobbiamo ammettere che ci facciamo pena. È solo un momento di debolezza, l’ennesimo, per concederci un po’ di tenerezza dentro la quotidiana trincea.

Per questo ci permettiamo di farci spaccare il cuore quando Buffon piange, con tutti i suoi limiti di uomo ma non di portiere, quando De Rossi sale sul pullman della Svezia per chiedere scusa per l’inno fischiato. Eh sì perché siamo bravi a distrarci: il problema di lunedì, quello grave, ci sembra improvvisamente il mancato rispetto di una Nazione. Un surplus di dolore alla disfatta, un’altra occasione persa, un’altra macchia sulla coscienza, come non fossero bastate le ecchimosi delle gomitate di Toivonen e Berg. No, noi ne vogliamo di più, perché ci servono per capire quanto possiamo resistere contro vento, metterci una medaglia morale a quello che siamo in grado di sopportare, compreso il primo Mondiale perso.

Annunci

Lascia un commento al post

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...