Ciao Raùl, ti scrive una tifosa incazzata

Raùl

Ciao Raùl,

ti scrive una persona che non conoscerai mai ma è incazzatissima.

E così hai deciso di continuare, che andrai a vivere a New York, che giocherai nei Cosmos. Oh bene, non mi interessa sapere quanto ti hanno accordato d’ingaggio perchè ripeto: sono incazzatissima. Sono quattro lustri che vorrei vederti giocare in Serie A ma se nemmeno all’età di 37 anni scegli l’Italia, vuol dire che proprio non siamo stati capaci a conquistarti. Nemmeno alla soglia della pensione, nemmeno dentro questo calcio dove Cristiano Ronaldo, così diverso da te, è il calciatore perfetto di quest’epoca. Io sono quella che preferisce i Robben, gli Zidane prima o i Del Piero. Io sono quella che non ti cambierebbe mai con un portoghese, neanche se è il migliore al mondo.

Raùl sei temporalmente avulso dalla Spagna pre Usa ’94 e post Usa ’94.

Dicono che il movimento spagnolo sia cambiato in quel momento, dopo lo shock, dopo Italia-Spagna ai Mondiali, dopo quella sconfitta che pare sia stata peggiore della gomitata a sangue di Tassotti. Sì, lo so che tu non c’eri, ma per me è come ci fossi stato.

Tu ci sei sempre stato perchè segnavi. Non eri altissimo e col fisico da culturista, non facevi cento metri in meno di dieci secondi ma c’eri perchè la palla dentro la rete ce la buttavi, mentre nel mondo c’erano pure le risate registrate quando si parlava di attacco spagnolo. I tuoi compagni? Macchè quelli non c’erano mai perchè non segnavano, erano freddi e aridi davanti alla porta. Tu invece avevi gli occhi che si facevano fessure, il naso di un rapace ed eri cattivo dentro e vincente fuori.

Il Real è religione ma gli Dei ci sono da prima e tu ci sei sempre stato. Prima. Prima della Siemens, della Gazprom, prima dell’Adidas e per me rimarrai sempre il ragazzino non con le tre strisce sulle spalle ma quello con le zampette della Kelme e con lo sponsor Teka degli elettrodomestici tedeschi da cucina. Un collage che a pensarci adesso non c’entrava niente e fa quasi ridere come la capacità di segnare di Morientes.

Tu Raùl ci sei sempre stato, sopra la linea temporale e generazionale. E io sono incazzatissima perchè nemmeno stavolta ti è venuto in mente o hai pensato alla Serie A.

Me ne farò una ragione, ripiegherò la testa come fa il 7 che hai sempre portato sulla maglia, però la schiena come lui non la tendo, perchè ci sarai sempre, anche nei Cosmos, anche a New York.

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