Italia bestia nera della Norvegia. I Baggio, Vieri, catenaccio nordico

vieri norvegia 98

Carew al 55′, poi il buio. E’ stato lui il marcatore unico dell’ultima vittoria della Norvegia sull’Italia, datata 3 giugno 2000 a Oslo. Prima e dopo, il buio, come quelle lunghe giornate nel Nord Europa senza sole che creano non poco disagio. L’Italia è sempre stata la bestia nera della Norvegia. La Norvegia è stata per l’Italia, uno dei punti di felice rottura nel cammino della Nazionale di Sacchi a Usa ’94 e in quella di Maldini nel ’98.

Prima, qualche numero. I confronti ufficiali e non, sono quindici. La Norvegia è riuscita ad imporsi solo tre volte, due delle quali in amichevole (1985 e 2000, appunto); nel ’91, invece, si giocava l’accesso alle fasi finali dell’Europeo, al quale l’Italia di Vicini non riuscì a qualificarsi. Quel mercoledì 5 giugno, la squadra del Ct Olsen stese l’Italia per 2 a 1: Dahlum segnò dopo cinque minuti, Bohinen al 25′. Inutile la rete di Schillaci al 78′.

Ci sono poi altre due curiosità che meritano di essere menzionate. Dal 1938, gara Mondiale, fino al 1985, le due squadre non hanno mai giocato contro. Secondo dato: la Norvegia ha partecipato alla maggior competizione della Fifa solo tre volte, nel 1938, nel 1994 e nel 1998. In tutti i casi, è stata l’Italia ad interromperne il cammino.

I gol di Francia ’38 di Pietro Ferraris e Piola sono troppo lontani, quello americano di Dino Baggio e quello francese di Vieri, sono più a portata di memoria. Al Giants Stadium, il 23 giugno del ’94 ore 16, Italia e Norvegia si sfidano nella seconda partita del gruppo E. Gli Azzurri devono vincere a tutti i costi dopo la sconfitta nella gara iniziale con l’Irlanda. Il match diventa già drammatico al 21′, quando Pagliuca salva la porta, uscendo però fuori area su Leonhardsen e toccando con il braccio la palla. E’ rosso. Entra Marchegiani e Sacchi sacrifica Roberto Baggio. E’ la gara che passerà alla storia per il “Questo è matto” del numero dieci azzurro. Non bastasse l’arbitraggio pessimo del tedesco Krug, Baresi ad inizio ripresa lascia il posto ad Apolloni per un serio infortunio al ginocchio. L’Italia non molla ma l’equilibrio si rompe solo al 69′ con il gol del Baggio che non ti aspetti. Punizione di Signori e palla insaccata di testa. Baggio racconterà nella sua biografia come il giorno prima in allenamento, provando gli schemi su palla inattiva, avesse fallito l’incornata tutte e trenta le volte. Il centrocampista terminerà la partita col ghiaccio sul naso, perchè durante i festeggiamenti incassò un cazzotto in faccia da Zola troppo preso dall’euforia nel festeggiare la vittoria al triplice fischio finale.

Non meno sofferto, causa chiusura della Norvegia, è l’ottavo di Francia ’98, a Marsiglia, il 27 giugno. Gianni Mura scriverà il giorno dopo su “La Repubblica”: “(…) Raramente ho visto partite più brutte in un Mondiale, in un Europeo e anche in un campionato italiano. Da buon patriota, attribuisco il 70% delle responsabilità alla Norvegia. Per il restante 30 fate voi”. La realtà è che un avversario così catenacciaro e contro una squadra di Maldini, lo si è visto davvero poche volte. Vieri segnerà il gol decisivo al 18′ lanciato da Di Biagio. E’ però un Mondiale nervoso e in quella partita Maldini si troverà a litigare con un tifoso in tribuna che non ha gradito il cambio Chiesa per Del Piero invece di Dino Baggio. “E alla fine, al cronista Rai che gli chiedeva spiegazioni in diretta – aggiunge sempre Gianni Mura – (Maldini) ha risposto secco che erano affari suoi. Essere così tesi dopo una vittoria non è un buon segnale. E poi Maldini ammetterà, che se ci sono 25 milioni di persone attaccate alla tivù per guardare l’Italia, questi sono anche affari loro, nostri, di tutti, e non solo suoi”.

L’Italia ha giocato la sua ultima partita con la Norvegia nel giugno del 2005, valevole per la qualificazione a Germania 2006. Niente di troppo emozionante stavolta, con il match che a Oslo si chiude sullo 0 a 0.

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