Centri commerciali e fuorigioco: scene da un matrimonio (forse)

matrimoni

Il più importante fattore di seduzione che il calcio esercita nei confronti degli uomini di cultura è rappresentato dalla sua dimensione collettiva, che rende le sue vicende infinitamente più romantiche e drammatiche di quelle riguardanti sport durissimi come la boxe o il ciclismo. (…) La semplicità. Quella delle regole, innanzitutto, comprensibili, a chiunque, nonostante l’oggettiva difficoltà insita nello spiegare ad una donna cosa sia il fuorigioco. D’altronde, noi maschi, non siamo geneticamente programmati per passare più di quindici minuti in un centro commerciale e quindi dobbiamo accettare l’altra faccia della medaglia.
Ci sono matrimoni andati in frantumi proprio in seguito ad estenuanti discussioni sulla posizione di un centravanti “al momento in cui parte il pallone”, ma d’altra parte, vale anche il contrario: se lei capisce la regola del fuorigioco in un tempo ragionevole, sposala e stai sicuro che non te ne pentirai (avvertenza per le donne: se il vostro lui supera senza andare in escandescenze il quarto d’ora di shopping, non è ancora il caso di ordinare i fiori d’arancio, perchè prima o poi potrebbe disertare la vostra festa di compleanno per un ottavo di finale di Champions League. Anzi, è decisamente probabile che prima o poi lo faccia).

“Social football – Non è mai stato solo un gioco”, Lorenzo Zacchetti (2012)

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