Quando è Cassano a dare lezioni a Cristiano Ronaldo

Fa due gol al Granada e riesce lo stesso a far infuriare Mourinho (sai che novità…). Cristiano Ronaldo, si presenta poi nel post gara con una maschera di sofferenza, vera manna per le telecamere. Il portoghese realizza una doppietta, non esulta e nell’aria c’è già odore di “caso” con una spruzzatina di aria fritta. “Non ho esultato perché sono triste – ha dichiarato l’attaccante – Il club sa perché. E’ una questione professionale, vediamo quanto durerà”.
S’è scatenato il putiferio di voci, indiscrezioni, telefoni bollenti, le parole di quelli che “io lo conosco, io so”. E allora: Ronaldo è geloso del premio a Iniesta, non regge più il confronto con Messi, non va d’accordo con i compagni di squadra, non gli bastano 33mila euro al giorno, è un adolescente con i capelli gelatinati, è un bambino che non sa stare alle regole.
Alimentare il “caso” è sempre bello, anche perchè nell’apparenza blanca delle merengue, qualche tinta giallo-mistero ridà fiato a Mourinho, al calciomercato triste, a Kakà che il Milan non si poteva permettere.
E’ difficile quando stai in Paradiso e non ti manca niente, far sapere al tuo Dio che lo vuoi lasciare. Non per soldi, perchè paradossalmente diventa difficile farsi etichettare ancora come mercenario se guadagni già 12 milioni all’anno e te ne vuoi andare per guadagnarne altrove 18. E allora si mette in ballo la tristezza, la frustrazione, il malumore, in certi casi si parla addirittura di depressione. Molto più semplicemente, i giornali e il web potrebbero titolare il “caso” semplicemente con “mancanza di stimoli” ma sai poi che felicità a chiudere la questione con l’ipotesi più intelligente ma così fredda e così esauriente?
Ronaldo non è triste, non è depresso, non ha niente. Vuole solo lasciare il Real per andare altrove, non necessariamente per guadagnare quanto già intasca. Per farlo serve di montare la panna, il giallo, la malinconia, la costruzione di un rimpianto se non si realizza un sogno.
Antonio Cassano su questo metodo ci messo in piedi gli ultimi anni della sua carriera. Le “cassanate” non sono altro che scorciatoie per lasciare il club di appartenenza e accasarsi altrove. Solo per ricordare le ultime stagioni, il barese lo ha fatto alla Sampdoria insultando il presidente per andare a Milano, ha ripetuto la sua teatrale insoddisfazione per trasferirsi all’Inter (facendo stavolta un piacere vero a Galliani&co.).
In altre parole, il metodo Cassano ha fatto scuola e dato lezioni anche a Cristiano Ronaldo.
Dedicato a chi crede ancora che il calcio sia condizionato solo ed esclusivamente dai procuratori: a comandare sono ancora i “bambini”.

Annunci

Lascia un commento al post

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...