Berbatov, il mancato colpo alla Nedved, lo rimpiangerà soltanto Marotta

C’è uno scatolone che contiene tutti i Guerin Sportivo che ho collezionato fino ai 22 anni. Il primo che acquistai, datato gennaio 1995, aveva in copertina il Milan prossimo all’acquisto di Weah e il Parma e la Juventus che si contendevano Figo, allora con i capelli ricci e lunghi che, all’epoca, erano soliti portare un po’ tutti i giocatori portoghesi.
A distanza di 17 anni è doloroso trovarsi un calciomercato italiano così povero come quello che si è chiuso lo scorso 31 agosto, più misero d’idee che di soldi, più decadente nel prestigio dei nostri club se tra Juventus e Fiorentina, a decidere è la moglie di un giocatore che lo obbliga a rimanere a Londra ma con un’altra casacca: quella del Fulham.
Non rimpiangeremo Dimitar Berbatov, anche se a rimpiazzarlo sono arrivati Bendtner e Toni. L’unico a cui questo mancato acquisto farà male, sarà solo il direttore generale Giuseppe Marotta, spinto a tentare il colpo di prepotenza per soffiare l’attaccante che già si era accordato con la Fiorentina. Pareva già tutto fatto e a Marotta i tifosi juventini e tutto gli addetti ai lavori, stavano già consegnando il permesso di avvicinarsi a Luciano Moggi, colui che è stato re del calciomercato, avendo a disposizione tutti i mezzi possibili ma meno soldi di quelli che hanno formato il budget dell’attuale dg della Juventus sul mercato di questi ultimi anni.
“Ti prendo e ti porto via” cantava Vasco Rossi nel 2001 e la Juventus ne fece lo slogan di riuscita delle proprie trattative, con tanto di blitz aereo. Il tentato colpo di prepotenza sull’acquisto di Berbatov ricorda quello messo in atto e andato in porto di Pavel Nedved.
Il laterale ceco che si mise in luce durante l’Europeo inglese del 1996 facendo a fette l’Italia di Sacchi, non era nessuno o quasi, tranne che per Zdenek Zeman. Lo chiese a Cragnotti ben prima della competizione, ma l’ex presidente della Lazio lo trattò solo dopo e allo Sparta Praga andarono otto miliardi di lire. Nedved vinse tanto e si consacrò a Roma, con la maglia della Lazio stette fino al 2001 e solo uno come Luciano Moggi potè strapparlo da un’intera carriera che si sarebbe chiusa in biancoceleste. Una cessione dolorosa, che rimpinguava le casse laziali di 65 miliardi. Il preliminare d’accordo tra le società era già stato firmato ma Cragnotti quando cedette Veron ci ripensò e fece sapere al club torinese che Nedved sarebbe rimasto alla Lazio. Il ceco, nel frattempo, è a Cheb, sua città natale e aveva già fatto sapere che di andare a Torino non ne voleva sapere. Solo che del ripensamento della Lazio non sapeva niente. “Mi ero messo d’accordo con Cragnotti per il suo trasferimento, ma mancava l’ultimo tassello: la volontà del giocatore – confermerà poi Moggi qualche anno dopo in un editoriale – Nedved viveva all’Olgiata, una delle zone più belle di Roma, e non aveva alcuna intenzione di spostare la sua famiglia di lì. A quel punto, tramite Raiola, riuscii a raggiungere un accordo, Avrei fatto visitare in gran segreto a Pavel il quartiere in cui avrebbe vissuto a Torino, e qualora fosse stato di suo gradimento, avrebbe onorato il gentlement agreement che avevo già raggiunto con il suo Presidente. La mossa vincente, fu quella di informare giornalisti di stampa e televisione dell’arrivo di Nedved a Torino, in modo tale che quello che doveva essere un accordo segreto fosse reso noto al pubblico. Così fu, e da quel momento il ceco non potè più rifiutare il suo trasferimento in bianconero”.
Moggi convinse Nedved che la Lazio voleva disfarsi di lui, in forza di un accordo preliminare che il dirigente bianconero non aveva mai promesso a Cragnotti di fare a pezzi. La Juventus mandò un aereo in Repubblica Ceca a prelevare Nedved, portarlo a Torino, farlo firmare e incoronarlo uomo simbolo della Vecchia Signora. La villa all’Olgiata era già lontana dalla testa, in quelle 24 ore nelle quali Nedved si rese irraggiungibile.
Di analogie con tra la trattativa tra Berbatov e quella di Nedved, cene sono poche, ma è stato il diverso epilogo a determinare, forse per sempre, la collocazione di Marotta nella storia della società juventina e a tracciare un nuovo e ad altro solco che allarga la forbice tra la Juventus pre-Calciopoli e quella post.

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13 pensieri su “Berbatov, il mancato colpo alla Nedved, lo rimpiangerà soltanto Marotta

  1. Secondo me i tifosi di Fiorentina e Juve dovrebbero ringraziarla, la signora Berbatov. Altro che il contrario. E anche Marotta, al quale avrebbero ricordato per anni dell’acquisto milionario di un giocatore che, secondo me, è un’inutile.
    Piuttosto, ma Bendtner che senso ha?! E Matri, perché così poca considerazione per Matri?

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    • Marotta è passato da dilettante. Non solo ha perso Berbatov pensando di soffiarlo ad una concorrente italiana, ma così ha perso anche Jovetic, perchè il prossimo anno la Fiorentina piuttosto che cederlo alla Juventus, lo manda in prestito al Poggibonsi. E infatti da come si legge, pare che il contratto di Jovetic preveda una clausola nella quale la Juventus gli è preclusa come destinazione futura. Mi sembra il minimo.
      Il ridicolo c’è invece a spacciare Bendtner per un top player. Tanto che se lo è il danese un top, perchè a questo punto non può esserlo Matri?

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  2. Con un buon annetto di ritardo, i miei complimenti per questo articolo, specialmente per la ricostruzione del passaggio della Furia Ceca dalla Lazio alla Juve 😉 Per quanto riguarda berbatov, grazie a Dio un anno è passato e ora c’è Tevez ahahahahah

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      • Siamo stati il miglior attacco con Matri, Quagliarella e Vucinic. Aggiungere Tevez e Llorente non penso peggiorerà le cose 😉 I problemi li abbiamo altrove, sulle fasce e nei terzini. Praticamente l’unico buono è Lichtsteiner (Meno difficile da portare a Torino di Nedved ma preso dalla stessa squadra :P)

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      • Sei l’unico juventino che ho sentito, da domenica, pensarla così. Tutti d’accordo col dire che il punto “debole” è il nuovo attacco. I vostri esterni sono di tutto rispetto e lo svizzero lo avete pagato abbastanza. Non poteva non essere ceduto a quella cifra. Magari, con la plusvalenza realizzata, sarebbe potuto arrivare qualcosa di meglio di Konko

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      • Sarò uno juventino sui generis ahahah Ma dubito che uno juventino sano di mente si preoccupi di un attacco che è stato rafforzato con l’unico “toppleier” acquistato dopo anni da Marotta quando sulle fasce abbiamo un Asamoah inguardabile perchè palesemente fuori ruolo, Peluso, Padioin, Isla, De Ceglie. Non ne fanno uno buono in 4. Poi stiamo aspettando il miracolo di Pepe che come Lazzaro dopo un anno di inattività dovrebbe fare sfracelli… nei sogni di qualcuno forse! L’anno scorso vedere Padoin opposto a Lahm e Robben è stato imbarazzante. La grossa lacuna che mina la competitività della squadra a livello internazionale per me è la sugli esterni. Contro Konko per l’appunto te la cavi, contro il Bale di turno fai la figura del somaro 😉

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